È l’ora del Veneto: ''Per divertirci in pista''

29 Giugno 2020

Un’altra tappa del viaggio tra i luoghi più colpiti dall’emergenza. Vittorio Veneto nel weekend, poi cominciano i TAC e c’è il Meeting Brazzale a Vicenza con Fabbri, Osakue, Strati, Cestonaro

 

di Mauro Ferraro (FIDAL Veneto)

Il calendario della rinascita è pronto, anche il Veneto riparte. Le ultime competizioni si sono disputate il 16 febbraio e quando il 4 luglio, a Vittorio Veneto, gli atleti torneranno ad indossare un pettorale di gara, saranno trascorsi ben 139 giorni, quasi cinque mesi. Un’eternità. La voglia di atletica, dalle Dolomiti al Po, è più grande che mai.

In attesa che la stagione entri nel vivo a settembre, quando si cercherà di recuperare la maggior parte dei campionati regionali dopo il grande evento dei Campionati Italiani Assoluti, in programma dal 28 al 30 agosto allo stadio Colbachini di Padova, è già iniziato il conto al rovescia per il 1° meeting nazionale Atl-Etica, che il 4 e 5 luglio a Vittorio Veneto (Treviso) rappresenterà una sorta di fischio d’inizio dell’attività. Una settimana dopo, l’11 luglio, a Vicenza, spazio al Meeting Brazzale, altro appuntamento che promette di colorarsi di un azzurro intenso: già annunciati, tra gli altri, il primatista italiano indoor del peso Leonardo Fabbri (Aeronautica), l’oro del disco alle Universiadi Daisy Osakue (Fiamme Gialle), la lunghista Laura Strati (Atl. Vicentina) e Ottavia Cestonaro (Carabinieri) negli ostacoli, al rientro dopo l’infortunio.

La strada, insomma, è tracciata. “I protocolli organizzativi sono complessi, ma abbiamo subito trovato grande disponibilità da parte delle società – spiega Mattia Picello, consigliere regionale con delega al calendario e all’attività agonistica -. Il Comitato veneto verrà incontro agli organizzatori dei meeting regionali, riducendo del 50% i costi legati a tasse gare, servizi di giuria e gestione della segreteria di gara”. Meeting a parte, il Comitato presieduto da Christian Zovico ha anche previsto, a partire dal 6 luglio, lo svolgimento di test di allenamento certificati, i cosiddetti TAC, a partecipazione ridotta, ma con omologazione dei risultati. 

“Io faccio atletica e non vedo l’ora di ricominciare”, scrivevano i giovani di Assindustria Sport sulle bacheche, reali e virtuali, del club padovano. Passata la tempesta, che anche in Veneto ha colpito duro, con oltre 19 mila contagiati e duemila vittime, quell’auspicio è ormai diventato realtà. I campi d’allenamento, con pochissime eccezioni, hanno riaperto i cancelli: le linee guida dei protocolli federali di contenimento del Covid-19 restano un mantra che atleti e tecnici hanno ormai imparato a memoria e su cui nessuno è disposto a transigere.

L’atletica ai tempi del coronavirus, in Veneto, ha però regalato anche nuove opportunità. Il settore tecnico regionale, guidato da Enzo Agostini, in pieno lockdown, ha aperto l’epoca degli incontri virtuali di formazione: quattro webinar di argomento tecnico hanno registrato una grande partecipazione, totalizzando cifre record di visualizzazioni anche sul canale YouTube di FIDAL Veneto, inaugurato per l’occasione. “Un nuovo modo per favorire il contatto tra i tecnici: non diventerà la normalità, ma non è neanche detto che l’iniziativa non possa essere replicata in futuro”, spiega Agostini. C’è chi, nell’impossibilità di gareggiare su strada, si è impegnato in sfide virtuali. Come la Corritreviso, che in un weekend ha coinvolto quasi 600 atleti dal Veneto alla Sicilia.

O l’Atletica Biotekna Marcon che, insieme alla società romana Asd Kronos, ha lanciato degli eventi virtuali finalizzati ad una raccolta di fondi da destinare alle realtà sanitarie dal Veneto in prima fila nella lotta al Covid-19.

In attesa di ritrovare la piena normalità, alcune piste in Veneto si stanno rifacendo il look: lavori di rinnovamento radicale stanno riguardando i campi di Feltre e Conegliano. Ed è di pochi giorni fa la notizia che una nuova struttura coperta per gli allenamenti dell’atletica sorgerà a Cassola, nel Bassanese (Vicenza) e potrà diventare un punto di riferimento per una larga fetta del territorio. Al netto delle preoccupazioni generate dalla pandemia, l’atletica veneta cerca insomma di farsi forza e di tornare ai blocchi di partenza con il sorriso stampato in volto. 

E gli atleti? C’è chi, durante la tempesta, ha messo in campo tenacia e fantasia. Ve l’immaginate uno come Antonio Fent che lancia il giavellotto sul campo di grano davanti a casa? Gli sprint in salita dei velocisti sulle rampe del garage? Gli allenamenti in giardino di saltatori e ostacolisti? Tutto vero. Ora, però, la parola d’ordine è: ripartire. Vale per i grandi, così come per gli atleti dei settori giovanili, gli ultimi a ritornare in campo.

“I ragazzi sono determinati e coscienti che dovranno riprendere l’attività come all’inizio della stagione agonistica – spiega Alessandro Albrizzi, coordinatore della sezione di atletica leggera della Bentegodi -. Non avendo obiettivi prestativi, almeno per questo primo periodo, dovranno trovare le giuste motivazioni per rimanere al campo: il gruppo, il divertimento. E noi allenatori siamo pronti per aiutarli e stimolarli in tal senso. Se c’è un insegnamento positivo che arriva dalla pandemia, è l’importanza del gruppo. L’atletica leggera è uno sport prettamente individuale. In questo periodo ogni ragazzo, ogni atleta, ogni persona ha però verificato che aveva bisogno del gruppo. Far parte del gruppo di allenamento, anche attraverso le videochiamate, ha aiutato ad andare avanti”.

Verona è stata la provincia veneta più colpita dalla pandemia. Ed è lì che il percorso di ripresa dell’attività appare più arduo, tanto che il Comitato provinciale, sentito il parere delle società, ha preferito non programmare ancora alcuna manifestazione agonistica. Altrove, invece, a partire dalle province di Padova, Venezia e Vicenza, la definizione dei test di allenamento certificati è già a buon punto. Un esempio? A Padova è in lavorazione un ricco programma di appuntamenti per il settore giovanile, che sarà condiviso con la provincia di Rovigo. “Dovremmo partire l’8 luglio – spiega la presidente del Comitato provinciale, Rosanna Martin -. Le incognite non mancano: la disponibilità dei giudici dei gara e l’effettiva presenza di atleti, perché molte famiglie in questo periodo hanno comunque programmato le vacanze. Ma vale la pena provarci: i campi, nella nostra provincia, sono ormai quasi tutti attivi e c’è grande voglia di gareggiare. Mi sembra importante dare un segnale: noi siamo pronti a tornare in pista”.

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