Mondo: Echevarria 8,92 signore del vento

11 Marzo 2019

Il campione del mondo indoor di salto in lungo plana a 8,92 con troppo vento a favore. NCAA, Holloway doppietta spaziale in 40 minuti. Liu Hong prima marciatrice sotto le 4 ore nella 50 km


 

di Marco Buccellato

In copertina va il saltatore cubano Juan Miguel Echevarria, autore di un altro exploit, stavolta sulla pedana di casa, dopo quello realizzato nella Diamond League di Stoccolma lo scorso 10 giugno. In terra di Svezia, il cubano firmò un balzo di 8,83 (vento 2,1), beffato da uno 0,1 di troppo nella misurazione del vento per determinare la legalità della prestazione. Ieri, nella terza giornata della Copa Cuba, campionato nazionale, Echevarria è atterrato ancora più lontano, a 8,92, con vento oltre la norma comunicato in 3,3. Si tratta del salto più lungo realizzato dal 1995 e il quinto di sempre in ogni condizione. E' ancora Mike Powell, il recordman mondiale (8,95 ai mondiali di Tokyo 1991), l'atleta che può vantare il salto più lungo di sempre, l'8,99 (4,4 di vento) risalente al meeting del Sestriere del 1992. Lo seguono Ivan Pedroso, altro cubano pluricampione del mondo, con il controverso 8,96 dell'edizione 1992 dello stesso meeting, e i due 8,95 di Powell, quello del primato mondiale e quello ventoso (3,9) ancora realizzato al Sestriere nel 1994. Nel gioco dei calcoli, sempre teorici, l'8,92 realizzato ieri da Echevarria con 3,3 metri a L'Avana vale un po' meno, intrinsecamente, dell'8,83 di Stoccolma con appena 2,1 metri. Il cubano è tornato a Cuba venti giorni fa dopo la tournée europea con tre meeting del World Indoor Tour. 8,08 a Karlsruhe (battuto per il secondo miglior salto dallo svedese Nilsson-Montler), 8,12 a Torun e 8,21 a Birmingham. Nella sabbia cubana, ieri, una 70ina di centimetri in più, in quello che alcune cronache riportano come l'unico salto valido della serie, seguito in classifica dal 20enne Massó con 8,30 (3,4 di vento).

TUTTI NEL VENTO - Nella giornata inaugurale la triplista Liadagmis Povea, cresciuta già da alcune settimane con doppio personal best di 14,64 e 14,65, ha sfruttato una brezza di 3,0 metri a favore per atterrare, prima volta in carriera, oltre i 15 metri a 15,05. Una serie favolosa, con altre due prove a 14,88 e 14,80, entrambe ventose. Il festival dei salti è proseguito con il 7,02 ventoso (4 metri) nel lungo dell'eptathlon di Adriana Rodríguez (non ancora 20enne, score di 6.293 punti) e con il 17,41 di Andy Diaz nel triplo, con vento di 2,5. Vento sostenuto anche sul rettilineo dello sprint (3,8), con 9.99 di Reynier Mena e 10.00 di Roberto Skyers, fresco co-primatista nazionale con 9.98.

NCAA, BIG HOLLOWAY - E' saltato il banco del poker cui ambiva, ma Grant Holloway ha lasciato l'impronta del fuoriclasse nell'edizione 2019 dei campionati NCAA indoor nella Birmingham dell'Alabama. Nella giornata conclusiva, la siderale doppietta nello spazio di 40 minuti. Prima l'incredibile 7.35 sui 60 ostacoli, record nazionale e terza prestazione di sempre e quarta assoluta, dopo il record mondiale di Colin Jackson (7.30) e la coppia 7.33 e 7.34 del cubano Robles. Poi la finale dei 60, vinta in 6.50, primato personale e secondo crono mondiale dell'anno. Il suo personal best all'aperto sui 110hs (13.15), sembra stargli un po' stretto alla luce di quanto visto nell'inverno. Per inciso, sui 60hs ha avuto filo da torcere da uno straordinario Daniel Roberts, sceso a 7.41 e favoloso negli ultimi 20 metri.

400 UOMINI DA RECORD - La miglior gara dei campionati, vinta non senza parziale sorpresa dal 21enne Tyrell Richard, quinto agli NCAA all'aperto l'anno scorso, che ha vinto la serie dei più accreditati in uno stordente 44.82, crono più veloce del 2019 e quinta prestazione all-time di sempre al coperto. La gara acquista ancor più eccezionalità per il triplo "best ever mark for place" registrato dal secondo, dal terzo e dal quarto, i restanti occupanti delle corsie del doppio giro.

Kahmari Montgomery 45.03, Wilbert London 45.16, Quincy Hall 45.25. Tutti e tre aggiornano i precedenti "best ever mark for place" realizzati agli NCAA dello scorso anno, da My'Lik Kerley (45.16), lo stesso Montgomery (45.24) e dal sudafricano Mokaleng (45.68). Allora, si laureò col titolo NCAA, e soprattutto con il record mondiale di 44.52, la stella Michael Norman.

CLASSIFICHE E ACUTI - Festa di Florida uomini, come l'anno scorso, e di Arkansas donne, seconde nel 2018. Tra gli altri risultati, il successo di Mondo Duplantis nell'asta con 5,83, la conferma della crescita del pesista Otterdahl (21,71, a 10cm dal fresco primato NCAA), il record giapponese eguagliato da Hakim Sani Brown sui 60 (6.54 in batteria) e il successo del nigeriano Oduduru sui 200 "frenati" (20.49) rispetto alle attese dopo il sensazionale 20.08 delle Conferences. In aggiunta, doppio titolo nel mezzofondo per l'australiano Morgan McDonald. Tra le ragazze, mondiale stagionale di Kayla White sui 200 metri (22.66) e di Kaelin Roberts sui 400 (51.50).

FARAH VINCE E (FORSE) CI RIPENSA - Finale visto tante volte e riproposto ieri nella Big Half Marathon di Londra. Mo Farah, vincitore anche dell'edizione inaugurale un anno fa, ha vinto in volata in 1h01:15 precedendo di un secondo il belga compagno di allenamento Bashir Abdi, e di due secondi Daniel Wanjiru, ovvero il vincitore della London Marathon 2017. Farah, secondo un report di BBC Sport, sta accarezzando l'idea di tornare a competere in pista nell'anno dei campionati del mondo (sui 10000), dopo aver scelto la via esclusiva della maratona, che resta il target in prospettiva Tokyo 2020.

BARCELLONA E OTSU - Vittoria, record della corsa e negative split (1h03:14/1h02:50) per Alemu Bekele, Bahrain ex-Etiopia, nella maratona di Barcellona vinta in 2h06:04 con oltre cinque minuti sottratti al primato personale e quasi un minuto e mezzo di progresso sul vecchio record della corsa (2h07:30). Personale anche per i piazzati Abebe Degefa Negewo (2h06:49) e Anthony Maritim (2h06:54), vincitore un anno fa. Primato della gara anche tra le donne grazie al successo in 2h24:44 dell'etiope Kuftu Tahir Dadiso (prima anche a Lisbona in autunno) davanti alle keniane Josephine Chepkoech (2h25:20) e Joy Kemuma Loyce (2h25:35, progresso di ben nove minuti). Nella maratona giapponese di Otsu successo del marocchino Salaheddine Bounasser in 2h07:52 sull'etiope Asefa Tefera (2h07:56) e il ben noto sudafricano Mokoka (2h07:58). Nomi rilevanti nelle retrovie: il tanzaniano bronzo mondiale Alphonce Felix Simbu (sesto in 2h08:27) e Yuki Kawauchi (ottavo in 2h09:21), che sta preparando il ritorno a Boston, dove vinse in aprile nella tempesta.

LIU HONG PRIMADONNA - Prima donna sotto le quattro ore sui 50 km di marcia. E' successo sabato mattina ai campionati cinesi di marcia di Huangshan. Si tratta del record del mondo (omologabile se confermata la presenza di giudici internazionali) e di una importante barriera divelta dalla specialista cinese Liu Hong, plurimedagliata e attuale primatista del mondo dei 20 km. All'esordio sui 50 km, ha chiuso in 3h59:15, un crono che lo scorso anno è stato ottenuto, al maschile, solo da cinquantasette marciatori. Sotto il precedente limite di 4h04:36 anche la seconda classificata, Li Maocuo, in 4h03:51. Densità impressionante, anche più di altre volte. Sui 50 km uomini ha vinto Wang Qin in 3h38:02, con altri quattro sotto le 3h45 e ben diciotto sotto le quattro ore. Nei 20 km uomini, 1h19:01 di Wang Kaihua con altri cinque in meno di un minuto e la cifra inimmaginabile di ben 55 marciatori sotto l'ora e 25 minuti. Stessa musica sui 20 km donne, vinti da Qieyang Shenjie in 1h25:37, una ragazza del 2001, Wu Quanming, terza in 1h27:24 (!) e ben ventiquattro classificate in meno di 1h35.

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Juan Miguel Echevarria 8,92 a L'Avana


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